sabato 18 agosto 2012

TAJIKISTAN.........purtroppo



km percorsi, 3490
10 agosto
La mattina quindi, partiamo dalla capitale tajika sotto un sole incoraggiante, tutti ci hanno confermato che la strada è aperta, ma fra poco lo sapremo!!
Il percorso corre inizialmente in una campagna arida, poi comincia a salire e la valle si stringe, scompare anche l’asfalto!!! Il traffico si riduce drasticamente. Ad un bivio dei poliziotti a cui chiedo le indicazioni per Khorog, mi indicano un ponte in ferro, lo attraversiamo ed inizia un altro mondo. Arriviamo ad un posto di controllo, la polizia ci registra, dichiariamo la nostra destinazione, non battono ciglio, ci indicano la direzione augurandoci buon viaggio. Comincio a crederci, forse la situazione è davvero risolta, forse è davvero aperta, forse……intanto la strada si stringe e comincia ad inerpicarsi a mezzacosta in condizioni che definire disastrose è un vero eufemismo!! Un completo abbandono, stiamo avvicinandoci nella zona più povera di quello che è considerato lo stato più povero del centro Asia e si vede. 80km al rallentatore, dove i locali circolano con pochi mezzi, compreso camion come se niente fosse, ci abituiamo anche noi. Tratti allagati, corsi d’acqua da guadare, frane, smottamenti, alla fine un ponte di ferro e la strada diventa una specie di mulattiera, torrente da attraversare e secondo posto di blocco. Non faccio in tempo ad alzare la mentoniera del casco, che il militare mi dice: “Pamir closed!” 
Ho capito male, forse la stanchezza, tolgo il casco, saluto, solita stretta di mano.
“Pamir closed!”
Cazzo avevo capito bene, sopraggiungono anche Pierandrea ed Ettore, naturalmente pensano che scherzi quando gli comunico la notizia. Bambini sorridenti ci offrono mele, intanto è uscito un altro stronzone, poliziotto stavolta, che con modi piuttosto arroganti, mi impedisce di fotografare e conferma che la strada è chiusa. Sopraggiungono un pulmino con 6 ragazzi della repubblica ceca, un paio di ciclisti francesi, altri 3 belgi sempre in bicicletta. Uno dei ragazzi in pulmino, parla russo, prova una trattativa con i militari, intanto arriva dall’altro senso della strada una macchina piena di locali, una delle donne ci viene incontro e rivolgendosi a me, forse perché sono il più alto, ci informa che la situazione in Pamir è drammatica, stanno ancora uccidendo persone, e che qualcuno deve far sapere la situazione al mondo esterno!! Incredibile, ci hanno nascosto tutto fino a pochi km, mentre qui si stanno sparando!!! La signora appare disperata, mi chiede se sono la guida, le dico di no e che mi dispiace per la situazione, chissà che ci farà con la mia comprensione!!! Decidiamo di dormire in un villaggetto in una casa albergo, piena di lavoratori locali, dove 2 adolescenti, carine e gentilissime, ci accolgono, ci apparecchiano in giardino, ci servono la cena, ci riempiono di attenzioni, trascurando gli altri clienti, nonostante le barriere comunicative siano presso che insormontabili. Sembra sappiano cosa ci è accaduto e vogliano quasi consolarci facendoci dimenticare la delusione che, inutile mentire, è davvero bruciante!
La mattina, apro gli occhi alle 5.45, scendo dal letto e comincio a prepararmi, porca puttana non può andare così, per la seconda volta dopo l’anno scorso, io ci riprovo! Scendo in bagno, mi preparo, gli altri si svegliano e mi osservano.
“non rompete, non parlate neanche, lo so, è inutile, ma rivado al posto di controllo, se non torno fra 2 ore, raggiungetemi!”
12km, stessa stradaccia, stesso ponte, stesso torrente, stesso militare, stessa risposta!!! La Pamir Highway rimarrà chiusa. Si va in Kirghizstan, hanno aperto ai turisti un passo più a nord, strada bellissima, una valle stretta da montagne altissime coperte da ghiacci, la sera dormiremo a Sary-Tash, un’altra casa albergo, stavolta senza letti, si dorme per terra, ma al posto del bagno c’è la latrina!!
Il viaggio continua, il Torugart ci aspetta!!!

12 agosto
A Sary-Tash si rimbocca anche la Pamir highway, la M41, ma è dura!! E’ dura tenere il passo, quando uno degli obiettivi principali del viaggio, no, non prendiamoci in giro, diciamo il fulcro del progetto, è saltato! Me ne accorgo da piccoli particolari, che manifestano nervosismo, un cambio di ritmo, strane argomentazioni dei miei compagni di viaggio. Decido di far correre la giornata senza dare strappi, facendola scorrere, dando 2 opzioni per il fine tappa ma facendo decidere il punto d’arrivo. Sarà un tappone di oltre 620km, senza soste a parte un cocomero a Osh, ma la M41 lavora a mio favore, con scenari mozzafiato ed una strada in buono stato. Rallento di proposito, ma il ritmo sembra da fine raid, sia Ettore che Pierandrea non si fermano per tutta la giornata, non andiamo più per il gusto di viaggiare, ma solo per arrivare!!

13 agosto
Ancora M41, ancora passi e scenari da incorniciare nella cartolina dei ricordi come direbbe il mio amico Luca Maggiitti. Ennesimo passo oltre i 3500m ed iniziano gli accampamenti di yurte. Mi fermo, chiedo di scattare foto, vengo invitato ad entrare, mi offrono cibo e da bere il kefir, la loro bevanda tipica a base di latte fermentato. Stavolta trovo i mei due compagni fermi qualche km più avanti che mi aspettano, ancora foto, ancora persone, bambini, inviti ad entrare in una yurta e stavolta ci sono anche loro. 20 minuti ed il ritmo finalmente ritorna quello consueto, abbandoniamo anche la M41 per una valle secondaria che diventa immediatamente sterrata, sempre più stretta e solitaria. A Kochkor, ma ormai posso nuovamente, impongo, nonostante sia tardi e diluvi, di raggiungere Naryn, il punto ideale per partire per il passo Torugart. Arriveremo fradici, infangati sfruttando le ultime luci disponibili e trovare un gruppo di locali reduci da una festa di nozze all’ingresso del villaggio, chiedere informazioni, farsi un giro di vodka e dirigerci verso la guesthouse.



14 agosto
Avevo sentito parlare del passo Torugart, o meglio della sua leggenda, nel 2006, poi confermata da alcune letture. Passo impervio, dove le regole doganali non esistono per i continui e volubili cambi di umore dei servizi frontalieri dei 2 paesi.  Ma i tempi cambiano, il progresso avanza ed i cinesi sono i numeri 1 al mondo nella costruzione di strade in posti impossibili. La strada sterrata, nelle solite orribili condizioni, è ormai compressa sola tra i 2 cheeck point prima della frontiera vera e propria. 60km, che però fanno capire che razza di impresa doveva essere guidare su questo percorso fino a qualche tempo fa. Al confine, un militare ed alcuni camionisti ci offrono arbuz. 
“cucumero, multo bono!!” mi ripete il ragazzo in mimetica una volta appreso il nome in italiano. Foto di gruppo, ma al momento in cui scopre che non siamo diretti in Cina, nel suo inglese stentato mi spiega che per arrivare fin lì ci vuole un permesso speciale!
Scusandosi, mi dice che deve informare il suo capo e che non possiamo muoverci!! Lo chiama con il walkie talkie. Cazzo!!
Un paio di minuti ed arriva la risposta, non dovremmo essere lì, raduno l’equipaggio che si sta ingozzando di “cucumero” con i camionisti che a turno salgono sulle moto per farsi scattare foto e ritorniamo indietro. La strada è davvero pessima, ma il paesaggio è indiscutibilmente straordinario!
La guida dell’EDT menziona tra le cose assolutamente da non perdere quella di salire sul passo e tra quelle assolutamente più irritanti quella di tornare indietro!! Ne vale la pena? Non saprei, date un’occhiata al breve video in basso:


video


Al check point ancora militari, ancora battute, registrazione dei passaporti e siamo fuori o dentro a secondo dei punti di vista. Comincia ad essere tardi, ma non ce ne preoccupiamo, le luci diventano importanti, profonde, straordinarie. Pastori a cavallo, camionisti che non negano mai il saluto, scorci montani, la vista spazia limpidamente tra le valli a 3000m! La sera, sotto una stellata incredibile, dormiremo in un accampamento di yurte a 3100m, in una valle secondaria a 15 km dalla principale, sul quale incombe il caravanserraglio fortificato di Tash Rabat, ubicato su una delle tante vie della seta e risalente al XV secolo! 


15 agosto



Ferragosto, ancora bel tempo, sole, trascorriamo metà giornata, letteralmente spaparanzati sui prati, fotografando, osservando i pastori Kirghizi, ferrare cavalli, compiere evoluzioni acrobatiche, partire per le escursioni in montagna. Nel primo pomeriggio, non ne siamo molto convinti, ci rimettiamo per strada per rientrare a Naryn. La sera nella solita guesthouse, un israeliano in viaggio con un gruppo, mi dice che il lago Song Kòl è di una bellezza straordinaria. L’avevo già segnato sulla cartina, ero un po’ indeciso, ma è la terza persona in tre giorni che mi conferma la bellezza del posto! Ne parliamo e decidiamo in pochi secondi, domani ancora cambio di programma con relativa perdita di un giorno.
La cosa che più conta di un viaggio è non smettere di viaggiare…….e di sognare!!!
Basta stronzate, andiamo a letto!!



16 agosto
Ancora per strada, ancora una giornata luminosa, dove le linee dell’orizzonte, si allontanano fino a far credere che oltre ci sia solo la fine del mondo. La gemma del Kirghizstan centrale, il Song Kòl, questo lago alpino a 3100m, non lascia nessun dubbio alla fantasia fin dalla deviazione che abbandona la principale dopo circa 50km da Naryn. I gioielli ti scioccano, immediatamente, con le loro sfaccettature multicromatiche, i loro riflessi imprevedibili, la brillantezza: saliamo immediatamente ad oltre 2500m tra valli rigogliose, e montagne dai 1000 colori, dove bambini a cavallo governano il bestiame e adulti fresano i campi. Strette di mano, comunicazione fatta a gesti e con poche parole, risate, pacche sulle spalle, foto per tutti, ringraziamenti.  Dopo una serie infinita di tornanti con la strada che diventa quasi una mulattiera, ad oltre 3000m, ecco il lago, azzurro, riflessi turchesi, in una vallata desertica dalle sfumature arancioni, tappezzata da prati di un verde sfolgorante, lo aggiriamo in senso antiorario e seguiamo la sterrata.
Che giornata, porca puttana!!
Altri 50km di strada sterrata, siamo quasi alla fine quando Pierandrea si ferma, lo affianco.
“ho rotto il cambio!! È bloccato, non so neanche in che marcia sono!!”
Fortunatamente la molla del selettore del cambio ha deciso di rompersi nella 4ta marcia. Saranno 230km, con il traffico che va intensificandosi avvicinandosi alla capitale, ad 80 all’ora, sfrizionando, dosando l’accellerratore e sacramentando; immagino Piernadrea ed il suo turpiloquio in marchigiano!!!! Arrivati a Bishkek, sulla Kievskaya, via a cercare questo ristorante di cui ci avevano parlato gestito da un italiano e una sistemazione per la notte, domani vedremo se è possibile fare la riparazione sul posto!!
Che giornata, porca puttana!!








































8 commenti:

  1. che incredibile esperienza, ed io che mi vanto dei miei 4 giretti del cazzo che chiamo avventure?! immagino quel povero cristo di Pierandrea che si è fatto 230k con la 4ta inserita in un percorso dannato. attendo ansiosamente la prossima puntata, augurandovi che il diavolo alla vostra ripartenza, guardi da un'altra parte e non si accorga di voi.

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    1. ehi nick, mi sembra che ti stia appassionando come ai vecchi tempi!!!!
      come sempre ho risposto anche al tuo commento nel precedente post.
      CIAO!

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  2. Che storia... Che posto fantastico... I camion viaggiano capovolti...
    Grande Gio sei un mito. Hai sempre problemi a fissare gli strumenti alla moto... Un carissimo saluto a tutti. Ciao. Marzio

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    1. non ti sfugge nulla!! ed io che pensavo che una creativa forma di espressione alla fellini!!!!
      CIAO!

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  3. Ciao ragazzi vi sto leggendo e rileggendo siete proprio i tre moschettieri ...che avventure ....sono contento di conoscervi... siete veramente dei pazzi con due bei coglioni..che dirvi ...quando vi incontrero' non faro' che abbracciarvi e congratularmi .. BRAVI e Avventurosi alla Marco Polo...!!!! Felice



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    1. felì......felice della tua felicità e del fatto che ci rileggi in continuazione!!
      il sud america a fine anno e l'islanda dell'anno prossimo saranno fatti nella stessa formula, autonomia ed improvvisazione, anche se ci sarà sempre dartagnan!!!
      spero proprio nella tua partecipazione.....o te ne vai ancora con sti cazzo di motorettini??
      un abbraccio.
      CIAO!

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  4. E pnsare che io mi gaso quando vado a fare fondo al bosco di Sant'Antonio o a campo Imperatore. Come al solito grande Giovanni e non me ne vogliano i compagni di avventura.
    Massimo

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  5. dalle pillole per la pressione ad un'improvvisa e strana grandezza!!!
    mi sento leggermente frastornato, starò male o sarà semplicemente la vecchiaia???
    sto tornando ed ho una gran voglia di andarmene a mangiare al trabocco congarelle!!!
    un abbraccio.

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